Gita terze: la meravigliosa rocca di Gradara

Carissimo blog, come stai?
Sai ieri siamo andati a San Marino e a Gradara. Due città con dei centri storici bellissimi. Peccato che fosse brutto il tempo…

Oggi ti raccontiamo di Gradara.
Abbiamo adorato la rocca, quella dei Malatesta. Ecco cosa ci ha detto la guida a proposito della famiglia:
“I Malatesta, originari del Montefeltro, furono una nobile famiglia italiana, tra le più importanti e influenti del Medioevo, che dominò sulla Signoria di Rimini, sulla Signoria di Brescia e su vari territori della Romagna dal 1295 al 1500.
I Malatesta persero la signoria quando il papa Pio II li scomunica per eresia.
La loro storia continua, ma è molto lunga. Avevano molti possedimenti, più di ottanta. Sempre i Malatesta fecero costruire le mura del paese”.

La Rocca di Gradara divenne proprietà comunale. Il comune la cedette nel 1877 al conte Morandi Bonacossi di Lugo. Successivamente, nel 1920, l’ingegnere Umberto Zanvettori di Belluno, residente a Roma, la comperò per tre milioni di lire. All’inizio voleva fare un casinò, ma si ritrovò un castello distrutto. Chiamò ingegneri e architetti famosi come gli architetti Ferrari e Giovannoni, e ristrutturò la rocca.

Tra le mura del castello avvenne anche la tragedia di Paolo e Francesca, raccontata da Dante. Le due famiglie dei da Polenta da Ravenna e dei Malatesta da Rimini erano famiglie altolocate della Romagna. Dopo una serie di vicende politiche, decisero di allearsi combinando un matrimonio tra la propria figlia e il proprio figlio (attorno al 1275).
Le nozze che sigillarono il patto coinvolsero la giovane Francesca da Polenta e lo zoppo e rozzo Gianciotto Malatesta. Per guadagnare l’approvazione della giovane a questo matrimonio, la futura sposa incontrò Paolo Malatesta detto il Bello, del quale Francesca si innamorò per un equivoco, credendo che il vero sposo fosse lui, anche se questo non poteva essere possibile perché Francesca sapeva benissimo che Paolo era già sposato. Quando Gianciotto scopri che i due erano amanti, uccise i due giovani e le loro spoglie non furono mai più ritrovate.

La giornata è stata bellissima e piacevole, e abbiamo imparato molte cose che non sapevamo.

Caro blog ci vediamo presto!

Gaia e Ilaria, 3^B

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